Paragliding World Cup Romania 2022. Task 4.

Cominciamo dalla fine.
Nella planata finale verso l’ultima boa e la End of Speed Section abbiamo volato tra due temporali, con pioggia e fulmini che ogni tanto illuminavano il cielo di un colore viola cupo.
Le previsioni della giornata recitavano:
Weather forecast, Thursday – 30.06
It will be a sunny day with some clouds, especially on the mountains. The  flight ceiling (thermal top) it is expected around 2500-2900. 
The wind will be light, from N, the local breezes will predominate. Wind gusts can be twice stronger or even more.
On the macro scale, the wind direction will be light S-SE, 5 km/h and this can produce some turbulence at thermal top.
The temperatures will reach 35 degrees in the afternoon, while the UV index rise 9.
The pressure is decreasing during the day form 1016hPa.
Nessuna indicazione su potenziali sovrasviluppi. L’assenza di stazioni meteo nelle vicinanze e di radiosondaggi hanno come conseguenza quella di avere previsioni inaffidabili e per questo sport può fare la differenza tra arrivare in goal col sorriso o farsi male.
Considerate le previsioni meteo promettenti, viene quindi predisposto un percorso di gara di oltre 110km tra alto crinale e pianura. Tuttavia già alle 1200 ci sono dei congesti lungo il percorso assegnato pertanto il tema di gara viene modificato per due volte fino a decidere per una task di 88km che ci porterà a Nord oltre la piana che si estende tra Clopotiva ed Hateg, superare Hunendoara ed il suo bellissimo castello gotico dei Corvino eretto nel XIV ed i suoi castelli in stile kitsch contemporaneo eretti dagli zingari possidenti di Romania.

Lo start pilon è un cilindro di 42km che cade appena a sud del decollo lungo il suo crinale principale. Poi si va verso la prima boa che si trova in prossimità della città si Deva. Poi si torna a Sud verso Clopotiva con una boa di disimpegno poco a SE del decollo e  poi si punta il costone del decollo per uscire dal medesimo cilindro dello start di 42km. Infine si va verso il goal a 7km.

Appena in decollo grazie all’aiuto di Tiziano, Luca e Federico N. riesco a fare un confronto tra il mio Enzo3 e quello di Valerio per cercare di capire il motivo dell’impossibilità di spingere tutto se non avendo continue chiusure delle orecchie e appare evidente che la mia è picchiata su A3 di circa 10mm. Cerco quindi di sfilare con un ago il rincalzo che è stato fatto su A3 e con non poca fatica riesco a sfilare il cordino che è stato infilato nell’anima della linea AR3. Non ho tempo per fare una prova in volo prima dell’inizio della task, quindi scoprirò se lemcose sono migliorate solo in gara.

In attesa dell’apertura dello start ci posizioniamo tutti nell’ormai classica termica di sottovento dietro il decollo che ci porta 2800m.

Alle 1345 si parte per verso N per percorrere i 39km che ci separano dalla città di Deva, prima boa. Io riesco a fare un ottimo start ma Joachim è anche questa volta il migliore e plananso il connubbio tra la sua vela, il nuovo imbrago “submarine” nelle sue mani fanno in modo evidente la differenza.
Superate la prima linea si colline si inizia a sentire aria un po’ turbolenta e a scendere, segno che a breve incontreremo un’ascendenza. Così è ma il valore non è un granché quindi si continua verso un bellissimo cumulo che si è formato sulla rotta per la boa e dove si sale intorno ai 4m/s.
La modifica fatta in decollo sembra funzionare bene e assaporato finalmente il piacere di andare “a stecca” senza il timore che da un momento all’altro l’estremità alare si chiuderà.
È un piacere andare a full bar!
Man ano che si va verso la boa le condizioni sono sempre più generose e la maggior parte dei piloti riesce a smarcare la boa sopra i 2000m e iniziare in rientro verso Sud con un buon margine di quota per cercare termica.
Sulla via del rientro è ben evidente che i contesti presenti sulle cime più a Sud stanno degenerando e infatti quando ripassiamo sulla città di Hunendoara il cappello del nembo che si è formato manda in ombra il percorso lungo la rotta ottimizzata. Ciò nonostante il primo gruppo decide di continuare nell’ombra confidente che i cumuli che sono ancora presenti sotto l’ombra del nembo siano ancora attivi.
Io ho bisogno di un buon risultato e arrivare 40° non mi aiuterebbe in classifica pertanto insieme a Paolino e Valerio faccio una scelta diversa. Andiamo al sole deviando verso Ovest, allungando il percorso ma con maggiori possibilità di trovare termica forte. Ci dirigiamo verso il lago di Cincis dalle cui rive sabbiose parte una zona collinare boscosa e senza atterraggi. In alcune situazioni non bisogna guardare per terra ma solo avanti e crederci! Se si è intimamente convinti di trovare termica e salire le possibilità che succeda aumentano.
È così infatti, troviamo un buon valore che con la quota diventa ottimo fino a 4-5m/s. Vediamo in lontananza il promo gruppo basso che fatica a salire nell’ombra e lentam cerca di rimontare le colline a ovest di Hateg.
Tra me e me inizio a pensare che questa è la volta buona per fare podio di task.
Quasi a base cumulo partiamo in direzione sud e appena mettiamo il muso davanti alle colline di Hateg con il gruppo in difficoltà troviamo una zona di ascendenza immensa. Andando a speed dritti saliamo a 3-4m/s. Davanti a noi e alla nostra sinistra sta iniziando a scaricare e la pioggia e l’aria fredda di caduta sta facendo sollevare la massa d’aria calda a contatto con il terreno.
Per il momento la gara è ancora in corso quindi continuiamo. Siamo a efficienza 12 dal goal e mancano circa 14km. Trovato il core faccio qualche giro e a 2900m parto. Continuo a salire pericolosamente verso il limite di quota fissato a 3050m, pertanto affondo sull’acceleratore cercando di limitare la salita. Per fortuna quasi a 3000m esco dalla zona d’ascendenza e proseguo verso la boa.
Pochi metri prima della boa quasi contemporaneamente di vedono due fulmini. Il primo davanti oltre la boa ma vicino dove sta gia piovendo, il secondo verso le creste più a alte a Sud. Nonostante ciò ancora nessun segnale da parte del Direttore di gara. La gara prosegue 
Smarcata la boa mi dirigo verso il costone principale per fare l’intima boa ed andare in goal. L’efficienza richiesta e circa 6,5 quindi è fatta.
Quando manca meno di un chilometro allultoma boa viene comunicato ” the task is stopped”.
Peccato per me perché avrei fatto un ottimo risultato, ma considerate le condizioni la scelta di fermare la gara è stata corretta.
Seppur abbiamo volato per più di tre ore percorrendo oltre 70km il sistema di punteggio devaluta la prova assegnando al primo solo 802 punti e appiattendo i distacchi tra i piloti.
Risultato? Con il cervellotico sistema di scarti FTV quasi tutti terranno in classifica questa task ancorché il punteggio non sia il peggiore tra le task disputate.
Vince la task G. Carter, io sono il primo degli italiani a 20 punti, subito seguito in 17° posizione da Paolino Veratti, poi 24° Valerio Marchetti, poi nella 27° posizione a parimerito Joachim Oberhauser, Marco Littamé e Federico Nevastro, poi Tommaso Carlini, Luca Mammucari e Tiziano Trambaioli.
Siamo alla quarta task quindi nella classifica generale viene scartata una task intera. Nella competizione Joachim Oberhauser resta prima confermando di essere il migliore ed in uno stato di forma strepitoso.