PWC 2018 Superfinal – Baixo Gandu.

Non inizia sotto i migliori auspici la 10° finale di coppa del mondo.
Dei 12 piloti (Aaron Durogati, Alberto Vitale, Alessio Voltan, Christian Biasi, Denis Soverini, Isidor Fink, Gianni Profiti, Joachim Oberhauser, Marco Busetta, Marco Littamé, Paolo Veratti, Silvia Buzzi Ferraris), più  1 accompagnatore (Giuliano Minutella) che compongono la squadra in 4 non ricevono l’attrezzatura all’aeroporto di Vitoria dopo il volo interno da San Paolo.
La cosa più assurda è che nonostante uno scalo sufficientemente lungo se non eterno di 10 ore a San Paolo, sono stati capaci di non imbarcare le attrezzature di Alberto Vitale, Marco Littamè e Isidor Fink mentre quella di Nicola Domini è addirittura rimasta a Parigi.
Se ciò non bastasse, Joachim Oberhauser e Christian Biasi sono anche riusciti ad imbarcarsi sul volo sbagliato ma per fortuna verso la giusta destinazione superando con tranquillità sia i controlli del check-in sia quelli alla porta dell’aereo….
Dopo uno stop forzato a Vitoria in attesa dell’arrivo dei bagagli, tutti tranne Nicola sono riusciti a tornare in possesso delle attrezzature. Iniziamo a pensare che AirFrance stia cercando di favorire la squadra francese per mettere fuori gioco uno dei favoriti per il podio e vice campione in carica, il nostro Nicola.
Ieri prima giornata di volo di acclimatamento e familiarizzazione con il campo di gara.
La sintesi di ieri è: fortissime discendenze tra le termiche, pochi cumuli, fastidioso vento da NO è soprattutto un caldo mortale. Atterrare in luoghi lontani dalle vie di comunicazione principale senza una buona riserva d’acqua può essere molto rischioso.
A parte ciò i panorami in volo sono da restare senza parole per la bellezza, roccioni neri ei granito che si stagliano verso l’alto in verticale attorniati da vegetazione rigogliosissima di un verde che più verde non si può e terra di un rosso che solo in sud america si può vedere.
Baixo Gandú è un piccolo paese sulla riva del Rio Doce nulla a che vedere con la più nota Governador Valadares, non offre molto ma c’è il necessario per sopravvivere due settimane a 35°C.
Ai prossimi aggiornamenti.