Informazioni sul cosiddetto “Enzogate”

Parlare di quello che ormai da tutti viene definito Enzogate non è semplice, in Italia come nel resto del mondo certi temi vengo affrontati solo in maniera emotiva, ponendosi a favore o contro su preconcetti basti per lo più sulle proprie preferenze e non sui fatti.
Cercherò di essere quindi il più obiettivo possibile, presentando quelle che sono state le tappe di questa spiacevole vicenda che credo segnerà a lungo il mondo delle competizioni di parapendio.
Ho deciso di aspettare, prima di pubblicare qualunque cosa, un verdetto definitivo da parte della PWCA o della PMA, che però hanno tardato così tanto ad arrivare che sembrava ad un certo punto che tutto potesse finire sotto al tappeto. Così però non è stato.

Martedì 14 Gennaio 2014:
Training day ufficiale. Viene data una prova che serviva a testare il nuovo Conical End of Speed Section, poi non utilizzato durante la competizione. Le prestazioni del Ozone Enzo 2 sono nettamente superiori alla concorrenza, si era già visto nei giorni precedenti ma durante una vera prova di gara le differenze saltano agli occhi di tutti. Iniziano ad accendersi i primi campanelli di allarme, in quanto ai test per le omologazioni erano presenti contemporaneamente diverse case costruttrici, e tali differenze non erano state percepite allora.

Giovedì 16 Gennaio 2014:
Viene eseguito un controllo come da regolamento sulla vela di Yassen Savov (Ozone Enzo 2), vincitore della task, da cui risulta una differenza sostanziale (oltre 20cm per semiala) sulla lunghezza del bordo di uscita.

Sabato 18 Gennaio 2014:
measurementsSi decide di prelevare a campione, oltre alla vela del vincitore di giornata, Pepe Malecki (Ozone Enzo 2) anche una vela per ogni altra casa costruttrice. Vengono misurate la vela di Florian (Gin Boomerang 9) e di Xevi (Niviuk Icepeak 7), per capire quali siano le tolleranze costruttive sulle dimensioni. Il risultato evidenzia come l’errore sulla dimensione sia di un ordine di grandezza inferiore rispetto a quello misurato su Ozone. Inoltre, la misura della vela di Malecki e di Savov, rapportate tra loro, sembra confermare che la vela messa in serie è differente rispetto a quella depositata all’ente omologatore. Successive misurazioni avvaloreranno questa ipotesi: tra di loro le vele Enzo 2 presenti alla Superfinale rientrano nelle tolleranze misurate sulle altre vele delle altre case costruttrici.

Viene chiesto ad Ozone di confermare ufficialmente che la vela presente in Brasile è la stessa che è stata omologata.

Contestualmente, viene chiesto agli enti omologatori (Alain Zoller per Air Turquoise and Harry Buntz per DHV) di dare un parere sulla conformità o meno di questa vela rispetto alla certificazione.

Domenica 19 Gennaio 2014:
La risposta di Zoller, pur evidenziando come tali misure non rientrano specificamente nel processo di certificazione, afferma che una tale differenza rende la vela non conforme al campione in loro possesso.

Lunedì 20 Gennaio 2014:
signed-paperLa risposta di Ozone non soddisfa la PWCA. In pratica non risponde alla domanda (la vela qui presente è conforme a quella presentata in omologazione?) e si limita ad affermare che la vela presente in Brasile passerebbe la certificazione come quella presentata.
Luc Armant e Russel Odgen, progettisti e test pilots per Ozone, firmano un foglio scritto a mano in decollo, in cui confermano quello richiesto dalla PWCA.

Mercoledì 22 Gennaio 2014:
l’ABAC Team, legato al marchio Niviuk, presentano regolare reclamo alla direzione di gara, chiedendo l’estromissione dalla classifica dei piloti che volano Ozone Enzo 2. Viene firmato anche da altri piloti. in tutto i firmatari saranno una trentina.

Alain Zoller, nel frattempo, tramite il sito para-test.com cambia la sua versione, in pratica sostenendo che la vela Ozone non è conforme esattamente come non lo sono tutte le altre vele presenti alla Superfinale, essendo volate in configurazioni che escono dall’inviluppo di volo certificato, e che sulla particolare domanda posta dalla PWCA non poteva dare una risposta in quanto tale misurazione non era prevista dal protocollo.

Risulterebbe inoltre non terminata la certificazione della vela Niviuk Icepeak 7 Pro 24, a cui manca la prova di carico (Load Test).

Venerdì 24 Gennaio 2014:
measures-2La PWCA annuncia che i risultati della Superfinale rimarranno Provvisori, e che le vele dei piloti del podio maschile, e dei migliori piloti per ognuna delle case costruttrici, verranno spedite ad Air Turqoise per verificarne la conformità, sotto la supervisione di Denis Cortella in qualità di membro del PWCA Committee ed esperto tecnico.

Alcuni piloti del ABAC Team sospendono la propria partecipazione alla competizione in segno di protesta.

La PWCA, in via ancora ufficiosa, pensa di inserire una tolleranza nel regolamento del 2014, in modo da ovviare alla mancanza di tale dato nella certificazione. Si pensa ad una tolleranza massima del 1% sulle misure del campione certificato.

Sabato 25 Gennaio 2014:
Ultimo giorno di gara della Superfinale, i risultati rimangono provvisori.

Zoller davanti ad alcuni testimoni verifica come la vela campione in suo possesso abbia il bordo di uscita di misura differente di 40 cm rispetto alla vela presente in Brasile. Il risultato è dovuto al clipping del tessuto, a cui sono state cioè apportate cuciture a “pence” al fine di ridurne l’estensione.
Una volta rimosse le cuciture, la misurazione risultava paragonabile a quella ottenuta in Superfinale. In questa configurazione la vela è stata provata e viene dichiarato che le prove effettuate rientrano nei parametri di certificazione, anche se per poter dire che la vela potrebbe essere certificata, devono essere fatte tutte le prove previste, sia al peso minimo che al peso massimo.

Domenica 26 Gennaio 2014:
Ozone rilascia un comunicato ufficiale, in cui si dichiara dispiaciuta per i piloti e lo stress a cui sono stati sottoposti. Si dichiara inoltre sorpresa della misurazione del bordo di uscita in quanto non è una misura richiesta dalla certificazione. La vela omologata aveva delle cuciture sul bordo di uscita, che non sono state replicate nella vela di serie. Che sicuramente senza quelle cuciture, e con il bordo di uscita più lungo e più pulito, la vela risulta più veloce e più performante ma che questo di per se non porta la vela ad essere fuori dai parametri di omologazione.

Martedì 28 Gennaio 2014:
La GIN rilascia un comunicato ufficiale sulla vicenda, dichiarando che quello che è successo è una disgrazia per il nostro sport, e chiedendo l’annullamento della Superfinale, senza quindi che venga proclamato un vincitore.

Anche Swing, dalle pagine di CrossCountry Magazine, si allinea alla posizione di Gin, reputando priva di senso una competizione se le regole non vengono rispettate da tutti i partecipanti, uno schiaffo alla reputazione degli enti omologatori le cui spiegazioni sono considerate ambigue e inconsistenti.

Mercoledì 29 Gennaio 2014:
Zoller sul sito para-test.com rilascia un comunicato ufficiale, in cui afferma come non abbia senso parlare di conformità alla certificazione per mezzi da competizione, che probabilmente molti se non tutti i mezzi usati non rientrano nei parametri, ed auspica la rapida uscita dalla certificazione EN dei mezzi usati in competizione.

Giovedì 30 Gennaio 2014:
La PMA (Paragliding Manufacturers Association) condanna ufficialmente Ozone per il proprio comportamento, sulla base dell’Art. 10 del proprio statuto: “Tutti i membri sono tenuti a condurre il proprio business in modo onesto e morale. […] Questo è particolarmente importante riguardo a certificazioni e sicurezza. […]”
Decide che l’Ozone perda il proprio diritto di voto all’interno della PMA per un anno; che Mike Canavagh venga estromesso dal consiglio; che Ozone paghi una ammenda simbolica di 5000 euro alla PWCA; e chiede alla PWCA di invalidare il risultato della Superfinale.

Venerdì 31 Gennaio 2014:
Il comunicato della PMA viene cancellato dal sito. la motivazione sembra sia la protesta del rappresentante della Sky Paragliders, ditta ceca di parapendio, che lamenta come solo pochi abbiano risposto alla mail del presidente in cui si chiedeva la propria posizione sulla questione, e che quindi non poteva essere la posizione di tutta la PMA.

Anche Niviuk rilascia una posizione ufficiale, dichiarando come ormai sia chiaro che la vela Ozone utilizzata in Superfinale non sia quella certificata, e che quello avvenuto è un disastro per le competizioni, e una mancanza di rispetto nei confronti dei piloti, sponsors ed organizzatori; dichiara inoltre che la mancanza di una risoluzione da parte della PWCA lascia tutti nell’incertezza e questo fa male a tutto l’ambiente, si dovrebbe prendere una decisione per lasciarsi tutto alle spalle e riprendere con la competizione.

Durante un volo di prova non ufficiale precedente alla PWC Mexico 2014 in Valle de Bravo, un pilota polacco, Rafal Luckos, impatta contro le rocce e muore a seguito di una cascata di configurazioni, volando un Ozone Enzo 2.
(Nota a margine: l’incidente per chi scrive questo articolo non dovrebbe avere importanza per la questione di cui si parla, ma ritengo doveroso riportarlo in quanto parte integrante della decisione presa dalla PWCA; per completezza di informazione, vi sono stati altri incidenti occorsi durante lo svolgimento della Superfinale e dei voli di prova in Messico, fortunatamente con esiti meno gravi).

Sabato 1 Febbraio 2014:
La PWCA, tenuto conto di tutte le informazioni in proprio possesso, esclude dalla partecipazione alla PWC Mexico 2014, in programma dal 2 all’8 Febbraio 2014, le vele Ozone Enzo 2, e richiede il test di carico per la misura 24 del Niviuk Icepeak 7 Pro entro lunedì 3 Febbraio, pena la esclusione anche di questa vela dall’evento.
Goran Dimiskovski, presidente della Associazione, afferma di aver fatto del proprio meglio per permettere ad Ozone di giustificare e riqualificare l’Enzo 2. Sfortunatamente, la fatalità avvenuta in Messico e la non capacità da parte di Ozone e di Air Torquoise di rispondere alla loro domanda circa la conformità della vela porta alla perdita di confidenza nel mezzo stesso e non permette alla PWCA di attendere oltre.