Task 1. PWCA Superfinal – Baixo Gandu .

Oggi in decollo la brezza appena arrivati è finalmente frontale, ma per stemperare l’ottimismo dopo il briefing in cui viene assegnata una prova di 57 km viene a piovere.

Passata la pioggia la brezza è ovviamente da dietro e quindi i decolli iniziano con difficoltà e lo start viene spostato in avanti di mezz’ora alle 1230.
Il percorso di gara prevede start in ingresso con boa con cilindro di 6km a N del decollo, poi si va a SO su boa con raggio 6km, poi si tira dritti verso S oltrepassando il Rio Doce e dirigendosi verso il famoso cratere dove si trova l’ultima boa prima della End of Speed Section sul paese di Baixo Gandu con Goal line all’aeroporto di Aimorės.
Prima task a due velocità con meteo in evoluzione verso condizioni stabili nell’area a nord di Baixo. Una volta in volo troviamo condizioni deboli da suolo bagnato e discendenza.
Mezz’ora prima dello start migliora con la formazione di un discreto cumulo, con ascendenze capaci di spingere dentro. Nella prima metà del percorso mi (Marco Busetta ndr) trovo a fianco di Marco Littamé e siamo noi due a tirare le fila. Un altro rovescio lambisce la traiettoria ottimizzata verso la terza boa. Ci troviamo a girare qualche termica innescata dal fronte. Affacciandosi verso il letto del fiume finalmente le.condizioni migliorano, c’è più sole e si sale con termiche anche forti.
Dopo il terzo turnpoint Marco Littamé molla il gruppo e prosegue per un percorso diretto verso la boa del temutissimo pianoro del “cratere”, a nord di Baixo. Il gruppo invece si sposta verso il più alto rilievo della caldera dove si sale bene quasi fino in base. Da li si va dritti verso la boa e si cerca di rientrare verso la End of Speed Section.
Tuttavia la pianura al suo interno risulta avara di ascendenze, deboli e rare, per cui alcuni provano, anche bassi, a raggiungere una collina sul bordo in attesa di un ciclo buono. Dopo 15 minuti di volo in “termodinamica”, innesca una termica discreta ad ovest dello stessa e chi si trovava dal lato giusto ha preso un vantaggio irrecuperabile. Chi era rimasto in piana a tirarsi su pian piano, è arrivato tardi alla collina, perdendo così il ciclo. Tanti gli italiani. Dopo il cilindro di fine tempo, piazzato in maniera discutibile sulla città, ci aspettava una planata controvento verso la linea posta sulla pista di un aeroporto. Molti gli arrivi corti dovuti anche a cicli discendenti, con atterraggi non sempre semplici. Il terreno di gara risulta quindi complicato, con condizioni molto variabili, che possono mettere in difficoltà anche i piloti più forti.