Task 4. PWCA Superfinal 2019 – Baixo Gandu – Brasile.

A differenza degli altri giorni, oggi il decollo del Monjiolo ci attende con una pioggerellina che dopo mezz’ora lascia spazio ad una nebbia fitta che non permette di ammirare il tipico paesaggio del jurassico che si può ammirare dalla cima del monte guardando in direzione N verso Pancas.
Finalmente la nebbia inizia a distrarsi e lascia spazio per vedere uno strato spesso di cumuli che fanno filtrare pochissima luce.
Il decollo è pieno di visi sorridenti ed incuriositi di gente locale che è venuta ad assistere ai decolli dell’evento sportivo dell’anno. Non mancano ovviamente brasiliani di origini italiane che quando ci sentono parlare, si avvicinano a raccontarci le loro storie e a testimoniare l’amore per il nostro paese dove molti di loro hanno vissuto per qualche anno.
Sembra peggio di ieri in cui si è deciso di anticipare il rest day per non buttar via un’altra giornata.
Gli organizzatori sono fiduciosi e assegnano una task di 64 km con start gate con raggio di 18 km su P28 che da la possibilità di scelte diverse, poi di nuovo P28 con raggio 5km che è praticamente sul letto del fiume Rio Doce, per poi fare un dritto verso la End of Speed Section in direzione Ne a con vento in coda.
In attesa dell’apertura dello start ci si divide in due gruppi, che rimontano in direzione SO il cilindro dello start. Un gruppo si ferma sui rilievi più alti dove le basi sono intorno ai 1450m, l’altro va più vicino al cilindro ma su una zona collinare dove le basi sono più basse di almeno 200m.
Io (Gianni) mi trovo con Denis e Marco L. e altri 30 piloti sulle montagne, gli altri si trovano invece con il secondo gruppo.
La scelta delle montagne sembra aver pagato infatti nel traverso in direzione del fiume per la boa siamo sempre alti e a parte un po di pioggia rinfrescante caduta lungo il percorso, riusciamo ad arrivare all’ultimo rilievo prima del letto del fiume prima e più alti. Fatta massima quota partiamo per attraversare il fiume e dirigersi verso la zona dell’ormai famigerato cratere, sempre avaro di ascendenza.
A guidare il mio gruppo c’è Michael Sigel, sempre più alto di tutti. Sembra che il suo nuovo B11 abbia qualcosa in più sia degli altri B11 che degli E3.
La zona che si estende tra il letto del fiume ed le pendici meridionali del cratere si conferma essere la più generosa di termiche con valori decenti considerando i valori medi che si registrano di 1,5m/s, quindi cerchiamo di sfruttare al massimo le ascendenza zigzagando sotto le basi.
Il cielo si mantiene costantemente coperto con solo qualche timido raggio di sole che riesce a fare capolino fra i cumuli.
In direzione del cratere ci si apre a ventaglio per aumentare le potenzialità di trovare linee migliori ma così favoriamo gli inseguitori che così hanno tutto “apparecchiato” e possono seguire le traiettorie più efficienti.
La linea ottimizzata passa a E ma il mio gruppo si tiene al centro per passare sotto un cumulo che si trova quasi al centro.
Arrivati al bordo S del cratere facciamo massima quota e partiamo in apnea cercando di massimizzare l’efficienza a scapito della velocità per arrivare al bordo N con maggior quota. Qui troviamo una termica ma molto debole che lasciamo per avventurarci in una zona collinare che costeggia la riva est del Rio Doce.
Andando avanti ci sono solo valori debolissimi per via della copertura che non fa innescare termiche neanche nei punti più favorevoli.
Un gruppetto di 4-5 piloti comunque partono in direzione della ESS che dista ancora circa  20km ma non trovano niente e si abbassano sotto i 200AGL. Vedendo questa situazione io decido di passare un modalità XCountry -sopravvivenza e viro di 90° a O verso il letto del fiume dove inizia ad essere più illuminato e si vede una striscia di cumuli probabilmente generata dalla confluenza di brezza da O e E.
Prima di arrivarci trovo termica e mi fermo a girare per non allontanarmi troppo dalla rotta ottimizzata.
Mi giro e vedo il primo gruppo che si è fermato un po più indietro di me a girare un valore debole. Per un momento mi viene in mente di tornare indietro per raggiungere il gruppo ma poi vedo un paesino di poche case in mezzo a delle alture con un antenna sul rilievo più alto, ci sono tutti gli elementi per un buon thermal spot. Mente mi dirigo verso il “paese della salvezza” trovo termica e mi fermo. Intanto vengono verso di me lo svizzero Sigel ed il francese Poulain. Girano sotto di me che gli segnalo la termica. Poi .i sposto sul paese che avevo battezzato come termica certa ed effettivamente trovo un buon valore di 2m/s che ci permette di arrivare a quota sufficientemente per andare in goal con efficienza 10. La brezza è intanto girata da ONO e non sono confidente di arrivare pertanto cerco di avvicinarmi alla ESS senza spingere. I miei compagni di volo sono più fiduciosi e partono. Nonostante tutto sembra portare. Il francese si tiene a sinistra, Sigel al centro ed io a destra. Quasi arrivati sulla ESS c’è un valore che senza girare ci mette in sicurezza per l’arrivo in goal.
Alla fine sarà primo Sigel, io secondo e Poulain terzo.
Chiudiamo con un distacco di 8′ sul quarto e 18′ sul primo gruppo tra cui ci sono anche Nicola ed Aaron 11° pari merito, ed Alberto 26°. Gli altri italiani non riescono a completare il percorso che nella parte finale è stato molto selettivo.
Come squadra siamo risaliti al secondo posto ma la gara è ancora lunga e secondo le previsioni da domani dovremmo iniziare a vedere finalmente il sole.
Risultati completi qui.
Ai prossimi aggiornamenti.